Chi sono

Sono nato a Fiorenzuola D’Arda, in provincia di Piacenza, il 19 ottobre 1961 e sono sposato. Ho iniziato il mio impegno politico nella Democrazia Cristiana di Parma, per poi diventare segretario provinciale del Centro Cristiano Democratico (CCD) e segretario regionale dell’UDC – Emilia Romagna.

Nel 2001 sono diventato consigliere dell’allora Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini e dal 2004 al 2005 sono stato capo della segreteria politica del partito. Nominato vice presidente del gruppo italiano all’Unione Interparlamentare nel 2006, l’anno seguente ho presieduto la sezione bilaterale di amicizia tra il Parlamento Italiano e quello Israeliano.

Nel 2006 (XV legislatura) sono stato eletto al Senato e nel 2008 (XVI legislatura) alla Camera dei Deputati. Iscritto al gruppo dell’UDC, sono componente della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici e della Commissione bicamerale d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

Dal 2010 sono anche il responsabile nazionale del dipartimento Enti locali dell’UDC.


Commenti

  1. Caro Onorevole volevo sapere che fine ha fatto la proposta di rateizzare i debiti con Equitalia a 120 mesi Grazie
    con stima
    Alessandro Lamagna


  2. sig. onorevole,
    sono una donna che nella vita ha avuto un percorso molto difficile ed ha anche incontrato una persona mi a proprio distrutta lasciandomi nel casino con le tasse da pagare. Sto provando a riuscire a risolvere tutto ma equitalia non me ne da la possibilita’ perche’ non mi rateizza sopra le 72 mensilita’.Anche io le chiedo di portare avanti la proposta dei 120 mesi si darebbe di sicuro un’altra possibilita a persone che vogliono mettersi in regola.
    La saluto cordialmente
    Alessia Macchi


  3. Ma la Casta non si indigna
    di se stessa

    Il ministero dell’Economia, sempre così lento quando si tratta di trovare fondi per lo sviluppo, ha deliberato con lestezza da furetto che il taglio degli stipendi si applica a tutti i dirigenti pubblici tranne che a ministri e sottosegretari. Non solo a lorsignori non verrà più trattenuto neppure un euro, ma con la busta paga di novembre si vedranno restituire con tante scuse le decurtazioni dei mesi scorsi.

    Da tempo attendiamo dalla Casta un segnale di rinsavimento, un gesto minimo di coerenza che inauguri qualche cambio d’abitudini. Per far digerire i sacrifici di Ferragosto ci avevano promesso la riduzione dei parlamentari, l’abolizione delle Province e altre prelibatezze. Ma che fine ha riservato l’autunno alle parole fiorite davanti ai microfoni estivi? La riduzione dei parlamentari è appassita all’interno dell’ennesimo progetto di riforma universale delle istituzioni, il Calderolone, che come tutti i suoi predecessori non verrà mai approvato.

    L’ abolizione di alcune Province, già annunciata in pompa magna dal governo, è attualmente stipata nell’ultimo ripiano del freezer, in attesa che qualcuno si ricordi di scongelarla, ma vedrete che resterà lì. E il ridimensionamento delle retribuzioni? Per essere sicuri che non si facesse, è stata istituita una commissione apposita che avrebbe dovuto decidere entro il 31 dicembre, se non fosse già nata con la deroga incorporata: fino al 31 marzo, quando si andrà a votare oppure si ricomincerà a prorogare. Ah, ma almeno per i vitalizi nessuna pietà. A-bo-li-ti. Dalla prossima legislatura, naturalmente. E solo dopo la creazione di un nuovo sistema previdenziale. Chi lo indicherà? Ma una commissione. Prorogabile. Prorogabilissima.

    Il sondaggio mostrato l’altra sera a Ballarò da Pagnoncelli era piuttosto sconvolgente: il 61% dei cittadini italiani ritiene seriamente che l’intervento prioritario contro la crisi non sia la detassazione del lavoro, la patrimoniale o un piano robusto di lavori pubblici, ma la riduzione del numero dei parlamentari. Con il collega Carlo Bertini, nostro esperto in Casta e dintorni, abbiamo fatto i conti della serva. Gli stipendi e i rimborsi spese di senatori e deputati ci costano 200 milioni di euro l’anno. Dimezzandoli ne risparmieremmo 100. Una benedizione, ma pur sempre una goccia nell’oceano del debito pubblico, ormai prossimo alla soglia psicologica dei duemila miliardi.

    Eppure, nell’esprimere la loro opinione economicamente assurda, gli italiani non sono stati affatto stupidi o qualunquisti. Hanno mandato un messaggio politico. Dai loro rappresentanti pretendono qualcosa di cui sentono d’avere terribilmente bisogno: il buon esempio. Provate a immaginare se domattina i leader di destra e di sinistra, smettendo per un giorno di delegittimarsi a vicenda, si presentassero insieme in conferenza stampa per annunciare la volontà di lavorare gratis fino al termine della legislatura. Sarebbe un gesto populista? Può darsi. Ma li renderebbe più autorevoli nel momento in cui si accingessero a chiedere sforzi ulteriori ai contribuenti. Durante la tempesta i capitani che vogliono essere obbediti non si barricano nei propri appartamenti con le scorte di caviale, ma stanno in mezzo alla ciurma condividendone i rischi e i disagi.

    Qualcuno mi ha suggerito di scrivere questo stesso articolo tutti i giorni, «finché non si arrendono», ma temo che i lettori si stuferebbero molto prima degli onorevoli. La Casta è totalmente sganciata dal mondo reale. Altrimenti si sarebbe accorta che nel disprezzo che gli italiani manifestano per i suoi stipendi si cela un giudizio più profondo: il disprezzo per l’inutilità del suo lavoro e per l’incompetenza di una parte consistente dei suoi esponenti. Il problema vero non è che guadagnano troppo. E’ che fanno ben poco per meritarsi quel che guadagnano.

    Rusconi e Galli della Loggia hanno scritto che l’unica via di uscita dalla sterilità dell’indignazione è il ritorno alla politica. Non però alla delega politica. Se intende sopravvivere, la democrazia non potrà più esaurirsi in una crocetta da apporre su una scheda ogni cinque anni. Quel 61% che considera i politici la rovina del nostro Paese trovi qualche ora del proprio tempo da dedicare alla comunità. Solo ripartendo dal basso si potrà selezionare una classe dirigente nuova, alla quale auguro di guadagnare tantissimo, ma soltanto sulla base dei risultati.

    scusi onorevole……MA NON VI VERGOGNATE???????


Commenta

(Richiesta)

I commenti sono moderati. Se ti va, leggi i nostri consigli per l'utilizzo prima di scriverne uno.


Connect with Facebook

Ultimi commenti

  • Simone Matteoli: Quale sarà il futuro della Lega con queste premesse? Abbiamo sopportato la boria leghista per questi...
  • Enzo Annicchiarico: In momenti come questo quando tutti siamo chiamati a fare piu’ di qualche buco nella...
  • alessandro: L’evasore è un evasore nel momento in cui evade. Ed evadendo, perde automaticamente lo status di...
  • massimo guido conte: Così ci piace. Ieri avevamo letto un’Ansa che ci aveva lasciati perplessi: “Fisco:...
  • massimoguido: ottima analisi sicuramente condivisibile al di là dell’esempio, vero anch’esso ma poco...