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Libè: “Lista Udc assieme a Ubaldi. Difficile il dialogo col Pdl”

postato il 21 febbraio 2012 da mauro

 

Il deputato parmigiano sulle scelte dei centristi alle elezioni. “Saremo in campo con il nostro simbolo in un cammino assieme all’ex sindaco”. La presa di distanza da alcune scelte della Giunta Vignali e le possibili convergenze con altri moderati e civici

Lo scenario elettorale si è ormai sbloccato. Quali sono le scelte dell’Udc?

Saremo presenti alle prossime elezioni comunali a Parma con i nostri uomini e con la nostra lista in un cammino che ci vedrà insieme a Ubaldi, con il quale in questo periodo ci siamo a lungo confrontati e la cui candidatura è presumibile. Crediamo che il percorso intrapreso possa sortire l’effetto che ci aspettiamo. Al momento, però, ancora non parliamo di candidato sindaco e composizione della lista. Ci stiamo ragionando. Oltretutto si è ridotto il numero dei consiglieri comunali e quindi sarà anche più semplice completarla con un profilo di alto livello.

Ritenete aperto l’esito delle prossime elezioni nonostante la fine ingloriosa del centrodestra?

 

Si. La partita che solo due mesi sembrava preclusa oggi la riteniamo del tutto aperta. La novità, anche a livello locale, è la nuova impronta data alla politica dal Governo Monti che ha riportato al centro del dibattito la necessità di essere sinceri. La sfida si gioca quindi sulla credibilità e sui progetti non più sulle promesse elettorali. Occorre lavorare sulle cose concrete all’insegna del rigore garantendo, pur nella crisi attuale, lo sviluppo necessario a mettere in campo interventi che vadano a sostenere chi è in difficoltà.

 

Il vostro obiettivo è dunque rimettere in piedi un centro civico moderato con Ubaldi. Lo schema, alla luce dell’epilogo della Giunta Vignali, non è da ritenersi superato e poco innovativo?

Separerei il cammino dell’Udc da quello di Ubaldi, il quale ha preso praticamente da subito le distanze dall’Amministrazione uscente. Lo ha fatto un po’ perché alcuni rapporti personali si erano incrinati e molto per la gestione intrapresa dall’ex sindaco Vignali. Noi, come Udc, abbiamo sostenuto la Giunta finchè abbiamo potuto per un motivo principale: perché ci eravamo presentati agli elettori all’interno di una maggioranza. Ci guidava, dunque, il rispetto del patto sottoscritto alle urne e la coerenza nei confronti di chi ci aveva sostenuto. Tuttavia questo non ci ha impedito di discutere e anche di litigare in Giunta tantissime volte, chiedendo ad esempio di rimuovere persone che guidavano l’Amministrazione con troppa esuberanza. Verso la fine del mandato la rottura è stata inevitabile in quanto la nostra richiesta di cambiamento e di revisione del modo di operare non trovava riscontri.

Ormai i guai erano stati fatti e i debiti pure. 

Mi scandalizzo ma non mi stupisco dei debiti fuori bilancio che ci sono in quasi tutte le amministrazioni pubbliche italiane, purtroppo. Ma a un certo punto abbiamo detto chiaramente che così non si poteva andare oltre: il rischio era che i debiti servissero più a coprire l’ordinaria amministrazione che a produrre investimenti come dovrebbe essere. Vorrei ricordare che siamo stati noi dell’Udc a proporre le azioni di responsabilità verso gli amministratori. Questo non si gnifica accusare ma chiedere una verifica su chi aveva amministrato bene e chi no. Non è giusto, infatti, fare di tutta l’erba un fascio. Ci sono manager di società del Comune che hanno ben gestito le partecipate lavorando con serietà. Spiace che questi paghino come chi invece ha lavorato senza avere a mente che i debiti, quando vengono prodotti, poi devono essere pagati. Questo molti se lo sono dimenticato a Parma come a Milano a Torino e in altre città. Una cosa ci ha trovato sempre in disaccordo con l’ex sindaco Vignali: noi ritenevamo non servissero tante società ma una sola che le controllasse tutte. Una holding da guidare col vincolo preciso di una reale verifica del Comune. Cosa che non è avvenuta.

Ci sono i margini per una convergenza con il Pdl e con Parma Unita di Ghiretti?

A Parma si va al voto come in altre 27 città ed è chiaro che le influenze politiche nazionali si faranno sentire. A Roma noi sosteniamo con decisione il Governo Monti, lo abbiamo fatto dal primo giorno. La stessa cosa non si può dire per il Pdl, con il quale la distanza anche sulle amministrazioni locali resta forte. Per ora mi pare molto difficile trovare un punto d’incontro. Soluzioni comuni che invece spero e mi auguro si possano raggiungere con gli altri moderati e civici. Abbiamo bisogno di unire ma in maniera molto chiara: stare assieme solo per vincere non ci interessa. Non ci piacciono i pastrocchi. Servono le stesse idee per governare, poi i cittadini valuteranno.

Scartate a priori un dialogo con il Pd?

L’accordo non si è trovato a Parma e in altre realtà importanti sul piano nazionale come Genova, Palermo e in Puglia. Con il Pd un anno fa eravamo entrambi all’opposizione del Governo Berlusconi e ci furono accordi a livello locale alle amministrative. Oggi lo scenario è cambiato e noi intendiamo unirci sulla base di una comune visione programmatica e politica. Lo ripeto: a noi gli schieramenti che si mettono assieme solo per vincere e che poi non governano non piacciono. Si sta assieme se si ha una visione comune. Mi pare che all’interno del Pd ci siano prospetti totalmente divergenti su temi importanti, l’ultimo esempio è la polemica Fassina-Veltroni sull’articolo 18.

Sarebbe a dire che Bernazzoli potrebbe vincere e poi faticare a governare?

Avrà grossi problemi, come si è visto dalle polemiche sulle primarie e tutto quello che ne è seguito. Una situazione che non ha portato alla divisione tra correnti o meno, cosa che può succedere all’interno di un partito, ma ha ulteriormente incrementato la disaffezione dei cittadini.

Tre punti su cui lavorare per fare ripartire Parma.

Rigore e taglio agli sprechi, ossia gestione dei conti in base alle risorse disponibili. Così si giudica un buon amministratore. E poi sviluppo e solidarietà. E’ necessario rilanciare l’economia reale puntando sulla qualità. Ci sono aziende che hanno lavorato sull’indotto dell’agroalimentare e che putroppo stanno morendo. Se l’economia riparte si ricavano anche le risorse per mantenere l’elevato standard del welfare comunale. A livello infrastrutturale l’aeroporto deve incrementare il numero dei voli in modo da abbassare i costi e allargare il proprio bacino di utenza. Il “Verdi” non è un vezzo di qualcuno ma serve anche a lenire la ferita della mancata assegnazione a Parma della fermata ferroviaria Mediopadana che sarebbe stata molto più importante di uno scalo aeroportuale.

Francesco Nani (la Repubblica-Parma)

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PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: GOVERNO TOLGA FRENO BUROCRATI SU TETTO MANAGER

postato il 21 febbraio 2012 da mauro

“Che ci siano azioni frenanti da parte di burocrati su provvedimenti di questo tipo non ci meraviglia, ma il governo puo’ e deve avere le mani libere. Il Parlamento e in particolare le commissioni competenti diano da parte loro maggiore sostegno all’esecutivo affinche’ ottenga con rapidita’ i dati sugli emolumenti dei manager pubblici. Non vorremmo che si ripetesse la stessa farsa dei fondi Cipe deliberati ma spesso non erogati dal dicastero di via XX Settembre”. Lo dichiara il deputato dell’Udc Mauro Libe’, componente centrista in commissione Affari costituzionali.

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Quello sulle quote latte è un dibattito che ci fa fare molti passi indietro

postato il 11 febbraio 2012 da mauro

Apprezziamo le parole di Galan sulle quote latte, anche se da lui ci saremmo aspettati qualcosa di più quando era Ministro dell’Agricoltura. Siamo convinti che il Presidente Monti avrà la determinazione necessaria a preservare il lavoro dei cittadini che hanno rispettato le regole, evitando che i costi di certi comportamenti da furbi finiscano per ricadare sugli onesti, offuscando la nuova immagine dell’Italia fornita da questo Governo. Al giorno d’oggi non e’ davvero più il caso di portare avanti un dibattito come quello sulle quote latte, che fa fare all’intero Paese molti passi indietro.

Mauro

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Anche sulle quote latte serve una nuova immagine dell’Italia

postato il 10 febbraio 2012 da mauro

Si facciano pure tutte le verifiche, l’importante e’ che alla fine chi deve pagare paghi realmente. Per troppo tempo i furbetti hanno scaricato sugli altri i costi delle loro evasioni. Se vogliamo uno stato equo non possiamo permettere che questa costosa farsa duri ancora a lungo, specialmente in una fase in cui il Presidente Monti sta guidando l’Italia in una vera e propria cura non solo della sostanza, ma anche di una immagine che diventa sempre piu’ rigorosa

Mauro

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I leghisti più seri condannino Borghezio

postato il 4 febbraio 2012 da mauro

Anche se sicuramente tutti capiscono e sono in grado di valutare la portata di dichiarazioni che sembrano tratte da uno spettacolo comico di basso profilo, non si puo’ far finta di nulla. Chiediamo dunque agli esponenti della Lega più seri e con senso dello Stato di condannare con fermezza questi vaneggiamenti, anche per non diffondere il pessimo esempio di un parlamentare che, forte dell’immunita’, esorta i cittadini a violare la legge

Mauro

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Più semplice cambiare la residenza

postato il 29 gennaio 2012 da Adriano Frinchi

Partiamo dal dato numerico fornito dal ministro della P.A: Patroni Griffi: i cambi di residenza interessano annualmente un milione e 400 mila cittadini e le loro famiglie. E’ un dato enorme che costa in termini di denaro e di tempo: bisogna fare richieste in appositi moduli, con appositi timbro e bolli, e andare in appositi uffici per fare code spesso interminabili, solo per consegnare il modulo.

Ebbene tutto questo sta per diventare un ricordo del passato, infatti nel decreto semplificazioni è previsto che il cambio di residenza avverrà nel momento stesso della comunicazione dell’interessato all’amministrazione e tramite una procedura telematica. In pratica il cittadino, da casa, potrà cambiare immediatamente residenza evitando documenti e code inutili.

Ovviamente, resteranno i controlli e le eventuali sanzioni per le dichiarazioni mendaci.

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Tav: non mettere in discussione il futuro e il rispetto della legalità

postato il 26 gennaio 2012 da mauro

La questione della Tav va affrontata tenendo sempre presenti due capisaldi. Il treno ad alta velocita’ e’ un’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del Paese e il suo inserimento nel novero delle Nazioni piu’ industrializzate: rinunciarvi significa porre un’ipoteca pesante sul futuro dell’Italia e dei nostri giovani. Vi sono poi delle leggi e dei regolamenti che devono essere rispettati. Le decisioni assunte nel rispetto della legalita’ non possono essere messe in discussione per la violenza delle proteste di un gruppo di facinorosi.

Mauro

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18 dicembre, Alessandria

postato il 16 dicembre 2011 da francesca

Ore 9.00 – I° Circoscrizione Europista – ex Taglieria del Pelo in Via Wagner, 38/d – Alessandria

Partecipa al Congresso Provinciale

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Monti al Senato per la fiducia, 17 Novembre 2011

postato il 17 novembre 2011 da elisa

Il Presidente Monti ha fatto un ottimo discorso di insediamento, in cui ha toccato tutti i punti critici del sistema Italia e tracciato il percorso da seguire per far ripartire il Paese e lasciarsi, finalmente, la crisi dietro le spalle. Da parte della politica serve ora massima collaborazione nell’esclusivo interesse dell’Italia.

Discorso di Monti al Senato – 17 Novembre 2011

 

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Forte crescita dell’UDC nelle intenzioni di voto

postato il 14 novembre 2011 da mauro

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