postato il 19 aprile 2012 da francesco
Il Ministro dello Sviluppo Economico Passera ed il Ministro dell’Ambiente Clini, hanno delineato con appositi decreti il quadro degli incentivi alle rinnovabili (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas) ed al fotovoltaico per i prossimi anni. L’intento dichiarato è quello di superare l’obiettivo del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili da raggiungere entro il 2020, addirittura ponendosi come traguardo una produzione “green” pari al 35%.
I decreti sono stati emanati con la chiara intenzione di allineare il peso degli incentivi alla media europea e introdurre meccanismi per governare la nuova potenza installata.
Il Piano dei due Ministri prevede di incrementare la Spesa per incentivi fino a ulteriori 3 miliardi di euro l’anno (dai 9 attuali a 12 miliardi di euro), con un impegno complessivo in 20 anni di ulteriori 60 miliardi di euro che si aggiungono agli attuali 170.
Il Governo sostiene che gli incentivi alle rinnovabili siano stati fin troppo generosi e che ora sia opportuno considerare la riduzione dei costi degli impianti ed allineare di conseguenza il peso dei contributi statali.
La riduzione delle tariffe, per eolico, biomasse, biogas, idroelettrico e geotermico, si attesta in un range che va dal 30% fino a raggiungere il 50%, in funzione della taglia degli impianti e della tecnologia applicata.
Per le rinnovabili “non fotovoltaiche”, inoltre, sono stati introdotti alcuni meccanismi di accesso agli incentivi in base alla potenza degli impianti:
- gli impianti di potenza compresa tra 1 e 50 kW possono accedere alle tariffe dopo l’entrata in esercizio;
- gli impianti di potenza compresa tra 50 e 5.000 kW (tra 50 e 20.000 kw per idroelettrico e geotermico) ricevono i benefici tariffari solo previa iscrizione a Registro nei limiti di quantitativi predeterminati di potenza annua;
- gli impianti di potenza superiore a 5.000 kW (20.000 kW per idroelettrico e geotermico) accedono agli incentivi solo partecipando e vincendo apposite aste al ribasso, nei limiti di quantitativi predeterminati di potenza annua.
Infine, per gli impianti di potenza compresa tra 50 e 5.000 kW, sono previsti alcuni meccanismi premianti (impianti iscritti al precedente registro che non sono riusciti ad entrare; piccoli impianti di proprietà di aziende agricole; criteri specifici per tecnologia; minor potenza degli impianti; anteriorità del titolo autorizzativo.
Ulteriori premi saranno previsti nei seguenti casi: biomassa da filiera, limitate emissioni di CO2 (trasporto a breve raggio); impianti solari a concentrazione; riconversione zuccherifici.
L’entrata in vigore del Decreto sulle Rinnovabili non fotovoltaiche è previsto per il 1° gennaio 2013.

Per quanto riguarda gli incentivi al fotovoltaico, il Quinto Conto Energia entrerà in vigore dal 1° luglio 2012, a meno che la quota massima attuale incentivabile, fissata a 6 miliardi di euro, non venga raggiunta successivamente a luglio, ma non oltre il mese di ottobre.
Il dato più eclatante sul fotovoltaico concerne il taglio delle tariffe pari al 35% in media.
E’ previsto, per gli impianti di potenza superiore a 12 kW, l’obbligo di accesso al Registro GSE, nei limiti predeterminati di potenza annua. Gli impianti di potenza inferiore potranno accedere agli incentivi dopo l’entrata in esercizio.
Particolare protesta ha generato nelle associazioni di categoria la previsione in base alla quale la sostituzione dei tetti in eternit su edifici con pannelli fotovoltaici non potrà più beneficiare dell’ulteriore premialità.
Francesco Lucà