Tutti i post della categoria: Agricoltura

Dalla canna al nostro serbatoio: una scoperta italiana

postato il 1 maggio 2012 da Gianluca Buono

“Riceviamo e pubblichiamo” di Mauro Pezzati

Molti sostengono che siamo famosi nel mondo non solo per la nostra arte, cultura e la cucina, ma anche per “l’arte di sapersi arrangiare”?

Ma cosa succede quando l’italica arte del sapersi arrangiare incontra la genialità e creatività italiana? I risultati sono a dir poco sbalorditivi, ad esempio può produrre un nuovo biocarburante ecologico e che può essere un valido sostituto della benzina, molto più dell’etanolo prodotto con i metodi tradizionali che è stato causa, due anni fa, di una impennata del prezzo dei prodotti alimentari: infatti, siccome l’etanolo tradizionale è realizzato da prodotti alimentari umani (mais, grano e barbabietola da zucchero), se vengono usati per produrre carburante, vengono sottratti alle nostre tavole facendone lievitare il prezzo. Inoltre il bioetanolo ha rese molto inferiori ai combustibili fossili e questo rende problematico il suo utilizzo, ma la risposta a questi quesiti pare essere giunta proprio dall’Italia tramite la comunissima canna (nome botanico Arundo Donax), quella con cui giocavamo da bambini e che cresce rigogliosa lungo i fossi e le strade. [Continua a leggere]

Commenta

Decreto Rinnovabili 2012 e Quinto Conto Energia: il quadro di sintesi

postato il 19 aprile 2012 da francesco

Il Ministro dello Sviluppo Economico Passera ed il Ministro dell’Ambiente Clini, hanno delineato con appositi decreti il quadro degli incentivi alle rinnovabili (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas) ed al fotovoltaico per i prossimi anni. L’intento dichiarato è quello di superare l’obiettivo del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili da raggiungere entro il 2020, addirittura ponendosi come traguardo una produzione “green” pari al 35%.

I decreti sono stati emanati con la chiara intenzione di allineare il peso degli incentivi alla media europea e introdurre meccanismi per governare la nuova potenza installata.

Il Piano dei due Ministri prevede di  incrementare la Spesa per incentivi fino a ulteriori 3 miliardi di euro l’anno (dai 9 attuali a 12 miliardi di euro), con un impegno complessivo in 20 anni di ulteriori 60 miliardi di euro che si aggiungono agli attuali 170.

Il Governo sostiene che gli incentivi alle rinnovabili siano stati fin troppo generosi e che ora sia opportuno considerare la riduzione dei costi degli impianti ed allineare di conseguenza  il peso dei contributi statali.

La riduzione delle tariffe, per eolico, biomasse, biogas, idroelettrico e geotermico, si attesta in un range che va dal 30% fino a raggiungere il 50%, in funzione della taglia degli impianti e della tecnologia applicata.

Per le rinnovabili “non fotovoltaiche”, inoltre, sono stati introdotti alcuni meccanismi di accesso agli incentivi in base alla potenza degli impianti:

- gli impianti di potenza compresa tra 1 e 50 kW possono accedere alle tariffe dopo l’entrata in esercizio;

- gli impianti di potenza compresa tra 50 e 5.000 kW (tra 50 e 20.000 kw per idroelettrico e geotermico) ricevono i benefici tariffari solo previa iscrizione a Registro nei limiti di quantitativi predeterminati di potenza annua;

- gli impianti di potenza superiore a 5.000 kW (20.000 kW per idroelettrico e geotermico) accedono agli incentivi solo partecipando e vincendo apposite aste al ribasso, nei limiti di quantitativi predeterminati di potenza annua.

Infine, per gli impianti di potenza compresa tra 50 e 5.000 kW, sono previsti alcuni meccanismi premianti (impianti iscritti al precedente registro che non sono riusciti ad entrare; piccoli impianti di proprietà di aziende agricole; criteri specifici per tecnologia; minor potenza degli impianti; anteriorità del titolo autorizzativo.

Ulteriori premi saranno previsti nei seguenti casi: biomassa da filiera, limitate emissioni di CO2 (trasporto a breve raggio); impianti solari a concentrazione; riconversione zuccherifici.

L’entrata in vigore del Decreto sulle Rinnovabili non fotovoltaiche è previsto per il 1° gennaio 2013.

Per quanto riguarda gli incentivi al fotovoltaico, il Quinto Conto Energia entrerà in vigore dal 1° luglio 2012, a meno che la quota massima attuale incentivabile, fissata a 6 miliardi di euro, non venga raggiunta successivamente a luglio, ma non oltre il mese di ottobre.

Il dato più eclatante sul fotovoltaico concerne il taglio delle tariffe pari al 35% in media.

E’ previsto, per gli impianti di potenza superiore a 12 kW, l’obbligo di accesso al Registro GSE, nei limiti predeterminati di potenza annua. Gli impianti di potenza inferiore potranno accedere agli incentivi dopo l’entrata in esercizio.

Particolare protesta ha generato nelle associazioni di categoria la previsione in base alla quale la sostituzione dei tetti in eternit su edifici con pannelli fotovoltaici non potrà più beneficiare dell’ulteriore premialità.

Francesco Lucà

Commenta

Cosa cambia nel settore fotovoltaico con il Decreto Liberalizzazioni

postato il 5 marzo 2012 da francesco

Il Decreto Legge 24 gennaio 2012, n° 1 (Decreto Liberalizzazioni), approvato dal Senato il 1° marzo, con l’articolo 65 ha previsto importanti novità sugli impianti fotovoltaici a terra in aree agricole.

La norma in esame, infatti, prevede l’impossibilità di accedere agli incentivi del Quarto Conto Energia per gli impianti fotovoltaici collocati a terra in aree agricole. Tuttavia, la disposizione non vale per gli impianti “realizzati e da realizzare su terreni nella disponibilità del demanio militare e agli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra da installare in aree classificate agricole alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, che hanno conseguito il titolo abilitativo entro la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, a condizione in ogni caso che l’impianto entri in esercizio entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”. Per tutti gli altri impianti sarà possibile accedere agli incentivi solo a condizione che i lavori siano completati entro 60 giorni.

Gli operatori del settore tirano un profondo sospiro di sollievo, visto che appena un mese fa, in concomitanza con l’emanazione del decreto da parte del Governo Monti, la situazione appariva di enorme confusione e aveva sancito le proteste delle associazioni di categoria ed il blocco immediato degli investimenti nel settore.

La versione originale dell’art. 65, infatti, aveva cancellato le disposizioni dell’articolo 10 del del DLgs 3 marzo 2011 che concedeva un anno di tempo ai produttori per mettere in esercizio gli impianti fotovoltaici nei campi il cui iter fosse già avviato. Già il Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, un anno fa, aveva fissato per gli impianti a terra sui suoli agricoli il limite di 1 MWp e del 10% di utilizzo del terreno, ma solo per gli impianti entranti in esercizio dopo il 28 marzo 2012. La precedente versione del Decreto liberalizzazioni eliminava con effetto retroattivo, comportando il blocco per tutti gli impianti non entrati in esercizio entro il 24 gennaio 2012.

Con la nuova previsione dell’articolo 65, invece, è concesso che l’impianto debba entrare in esercizio entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto. 

Francesco Lucà

Commenta

Nella vicenda quote latte si devono tutelare gli onesti.

postato il 22 febbraio 2012 da mauro

Spero che il Sole24Ore si sbagli nel riportare la volontà del Governo di consentire all’Agea di non procedere al recupero coatto delle somme dovute dai produttori di latte bovino per la regolarizzazione delle multe nei casi di mancata tempestiva presentazione della richiesta di rateizzazione e in quelli di decadenza dal beneficio della dilazione, nonchè in caso di interruzione del pagamentoanche di una sola rata.
Sarebbe uno schiaffo agli onesti che deve essere assolutamente evitato.
Mauro Libè

Commenta

L’agricoltura italiana mette il turbo

postato il 30 novembre 2011 da Gianluca Buono

“Riceviamo e pubblichiamo” di Mario Pezzati.

E’ una notizia che può solo farci piacere, perché dimostra che l’economia italiana è ancora vitale: l’agricoltura italiana ha messo il turbo e ha sorpassato la Francia per valore aggiunto agricolo prodotto nel 2011, conquistando il primato europeo.

La notizia, riportata dalla Coldiretti, è particolarmente rilevante perché la superficie coltivata in Italia è pari ad appena la metà di quella dei cugini d’oltralpe; i dati partono da un’analisi del trend del valore prodotto nel primo semestre dell’anno, in aumento dell’11%. Il valore aggiunto per ettaro è ”il triplo di quello inglese, doppio dei francesi; il numero di occupati per ettaro è quasi il triplo di Francia e Spagna”. [Continua a leggere]

Commenta

Sulle Quote latte ha ragione il Ministro Catania, chi ha splafonato deve pagare

postato il 22 novembre 2011 da mauro

Il nuovo -Ministro dell’Agricoltura Mario Catania ha giustamente voluto chiarire il cambio di passo rispetto al passato per quanto riguarda la vicenda delle quote latte. Gli allevatori che hanno splafonato devono pagare le multe, senza poter sperare di farne ricadere il peso sugli altri allevatori che hanno rispettato le regole o su tutto il Paese.
Si deve porre fine a una vicenda che sta compromettendo l’immagine dell’Italia di fronte all’intera Europa.

Mauro

Commenta

Rischio idrogeologico in Veneto: oltre al danno la beffa

postato il 24 ottobre 2011 da francesco

E’ notizia recente che, almeno da quanto risulta dalle agenzie, in Veneto nessuna compagnia assicuratrice intenda assumersi più il rischio di emettere polizze assicurative contro i dissesti idrogeologici, giustificandosi con il fatto che non sia stato fatto abbastanza per mettere in sicurezza il territorio veneto da una nuova alluvione.

Il rischio frane e alluvioni è un problema che purtroppo riguarda tutto il territorio nazionale, anche se nello specifico quanto sta succedendo in Veneto ha davvero dell’incredibile. I numeri che testimoniano il fenomeno, a livello nazionale, d’altro canto gridano vendetta: i comuni a rischio idrogeologico sono quasi 6 mila (il 70% del totale dei comuni italiani, di cui 1.700 a rischio frana, 1.285 a rischio di alluvione e 2.596 a rischio sia di frana che di alluvione).

La situazione è davvero disastrosa, a maggior ragione se pensiamo che lo Stato spende quasi 4 miliardi di euro all’anno per mettere riparo ai danni provocati da crolli, frane e alluvioni.

La posizione delle compagnie di assicurazione in Veneto costituisce, dunque, l’emblema della mancanza di attenzione di Governo e Regione.

L’Unione di Centro aveva proposto, non più tardi di un anno fa, che venisse intrapreso un “Piano Straordinario ventennale per la Tutela e la Messa in Sicurezza del Territorio Nazionale“, che potesse permettere di agire in modo preventivo per eliminare alla radice i rischi di dissesto idrogeologico. Il Piano si fonda, nelle sue molteplici declinazioni, sulla messa in sicurezza degli edifici pubblici che sorgono in aree a forte rischio idrogeologico, sulla riduzione dei rischi di dissesto causati dall’abusivismo edilizio, sul rafforzamento dei controlli in materia di edilizia pubblica e privata e sullo sviluppo di un sistema di contrasto all’abusivismo e all’edilizia indistinta. Ben altra cosa rispetto alla scarsa considerazione dell’Esecutivo sul fenomeno e soprattutto rispetto agli interventi di poca consistenza operati dal Ministero dell’Ambiente. La risposta che abbiamo avuto al nostro appello, purtroppo, allora come oggi, è data dai tagli subiti anche con la Legge di Stabilità dal Ministero dell’Ambiente.

Francesco Lucà

 

Commenta

Il Ministro Romano è il nuovo idolo degli splafonatori. Quale nesso c’è con il no della Lega alla sfiducia?

postato il 28 settembre 2011 da mauro

Ormai il nuovo idolo degli splafonatori delle quote latte è il ministro Romano. A certificarlo è l’ex presidente di Agea, Dario Fruscio, sicuro al cento per cento che dietro il commissariamento dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura ci sia stato proprio lo zampino del titolare dell’Agricoltura su pressioni della Lega Nord. Fruscio ha infatti raccontato di aver sempre detto che secondo lui le multe andavano pagate e che perciò i suoi amici del Carroccio gli avevano preannunciato il commissariamento. Sorge spontanea una domanda: ci sarà mica un nesso tra quel commissariamento e la decisione della Lega di non votare la sfiducia al ministro?

Mauro

Commenta

Quote latte: la maggioranza è un’Armata Brancaleone

postato il 2 luglio 2011 da paolo

“Gli elettori della Lega e i furbetti delle quote latte che hanno trovato nei leghisti i loro paladini come giudicheranno la nota in cui il Ministero delle Politiche Agricole precisa che non si e’ interrotto il recupero delle multe avviato da Equitalia? Probabilmente non la leggeranno neanche, altrimenti anche loro si renderebbero conto delle profonde contraddizioni che dividono la maggioranza e il Governo. Un’armata Brancaleone che sostiene tutto e il contrario di tutto a seconda dell’interlocutore e che in questi tre anni ha dimostrato di non essere assolutamente in grado di guidare il Paese”. Lo dichiara il responsabile Enti locali dell’Udc, Mauro Libe’, commentando la nota dell’ufficio stampa del Ministero delle Politiche Agricole.

Commenta

Rifiuti: Calderoli si occupi della sanatoria per le quote latte

postato il 2 luglio 2011 da paolo

‘Se Calderoli non se ne fosse accorto, vorremmo ricordargli che e’ Ministro  ormai da tempo e rappresenta un partito che quando ha voluto ricattare il Governo c’e’ riuscito benissimo’.
Lo dichiara il deputato e responsabile Enti locali dell’Udc, Mauro Libe’, commentando le parole dell’esponente leghista sulla questione dei rifiuti. ‘Anche con il nostro voto – prosegue l’esponente centrista – questo Governo ha avuto poteri senza precedenti per risolvere i problemi di Napoli. E non ha risolto nulla. Dunque, invece di grandi proclami, Calderoli se ne stia tranquillo e continui a contrattare la sanatoria per i furbi delle quote latte.
Perche’, se il sistema e’ lo stesso, non vorremmo ci fosse una sanatoria per chi, dal nord, trasporta illegalmente rifiuti in Campania’.

Commenta

Certificati verdi

Seguimi su Facebook

Facebook

Attività su Facebook

Ultimi commenti

  • carmine pulzella: aspettiamo con ansia Beppe Pisanu (grande spessore morale, uno dei quattro di Zac)… ma per...
  • paolo: BRAVO! sono 2 giorni che scrivo un pò a tutti riguardo questa faccenda,vorrei che i giornali e le tv ne...
  • Gabriele Borioni: .. Ha fatto molto bene ad interessarsene. Questo episodio è di una gravità assoluta. Il comandante...
  • Vittorio Olivati: Tanto necessaria quanto poco trattata dai mass-media la riforma del Titolo V della Costituzione per...
  • Maria Pina Cuccaru: Chiaro, esaustivo e diretto come sempre.