20 febbraio, Reggio Emilia
Ore 20.30 – Hotel Astoria, Via Leopoldo Nobili, 2 – Reggio Emilia
Partecipa alla serata di studio interprovinciale sul tema della gestione economico/amministrativa dei comuni
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“Riceviamo e pubblichiamo” di Mauro Pezzati
Mauro Libè nei giorni scorsi ha posto l’accento sul problema dell’eternit dichiarando: “la legge che nel 1992 ha vietato in Italia la produzione di amianto ha anche imposto alle Regioni, rimaste in molti casi inadempienti, il censimento dei siti bonificati. E così ad oggi, mentre disponiamo solo di dati parziali, si continuano a stimare circa 3000 ammalati l’anno per l’amianto, 40 milioni di tonnellate di materiali altamente tossici e quasi 83 mila km di condotte interrate contaminate”.
Il problema è reale non solo alla luce della storica sentenza di Torino in cui la multinazionale svizzera, nelle persone di Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier (condannati a 16 anni), è stata dichiarata giustamente colpevole.
Ma cosa è l’eternit, cosa c’entra l’amianto e quali rischi comporta?
L’Eternit è sia un marchio di fibrocemento a base amianto che non è più commercializzato dal 1994, sia il nome della ditta che lo produceva ed è un prodotto noto per la sua elevata resistenza. A partire dagli anni ’60 era noto che la polvere di amianto (che è uno dei componenti dell’eternit) provoca un particolare tipo di cancro noto come mesotelioma pleurico oltre che l’asbestosi o il mesotelioma.
In passato, nell’agosto del 2010, avevamo denunciato che il precedente governo, al di là delle parole e di vuote promesse, non aveva fatto altro per bonificare le 2400 scuole in cui vi è sicuramente amianto e che anzi si assisteva ad uno strano balletto di cifre e soldi destinati alla bonifica e che apparivano e sparivano dal bilancio statale.
Oggi possiamo affermare che il problema della bonifica dell’amianto è quanto mai vivo: non solo come fa rilevare l’on. Libè manca una mappa dettagliata e completa dei siti e costruzioni in cui l’amianto è presente (oltre che nelle scuole in cui l’esistenza è già accertata), ma non si sa come sta procedendo la bonifica dei siti già individuati e quale è la tempistica per i siti da bonificare; inoltre recentemente sono stati trovati dei siti dove l’amianto e l’eternit sono abbandonati a loro stessi con grave pericolo per i cittadini.
Il primo sito è a Lipari, in una scuola abbandonata, ma dove tutti possono andare e tale problema non sarebbe stato reso noto se non fosse stato per un genitore preoccupato per la salute dei suoi figli, il sig. Antonio Nicolini, che vuole inoltrare, giustamente, un esposto alla procura visto che da mesi ha inutilmente denunciato alle autorità competenti la presenza di amianto sfaldato, presso il cortile delle scuole medie ed elementari di Lampedusa.
L’altro sito è in un’oasi ecologica, nei pressi di Marina di Cottone, in provincia di Catania, dove la Guardia di Finanza ha trovato all’ interno 500 tonnellate di eternit in disfacimento e molti contenitori di rifiuti speciali, inoltre saranno effettuati accertamenti e analisi per verificare se le falde acquifere siano state contaminate, senza contare il rischio per i bagnanti, visto che una parte delle coperture in amianto sarebbe stata addirittura interrata a pochi metri dal mare.
Per questi motivi, bisogna giustamente concordare con l’on.le Libè quando chiede urgentemente che si effettui un censimento dei siti da bonificare e si costringano le Regiuoni ad attuare le bonifiche e gli adempimenti previsti dalla legge.
“Riceviamo e pubblichiamo” di Michele Trabacchino
Finalmente la pagliacciata leghista è finita. La scelta del Governo Monti di chiudere definitivamente le sedi ministeriali nella Villa Reale di Monza, peraltro mai entrate in funzione per manifesta inconsistenza, è un fatto che riporta un po’ di ordine dove ordine non ve ne era più. Le smanie di populismo leghista sono state spazzate dal buonsenso che ogni uomo politico deve avere. Accogliamo con soddisfazione la scelta del nuovo governo, che mette finalmente fine ad una vicenda che aveva ormai assunto i connotati di una farsa proprio per la palese incostituzionalità, richiamata giustamente dal Presidente Napolitano, di una decisione presa dal precedente governo solo per accontentare la Lega e i suoi deliri sul prato di Pontida, nel silenzio di molti rispetto ad un vero e proprio blitz di occupazione di sedi pubbliche e istituzionali da parte di un partito. La Brianza, terra laboriosa e seria, non poteva sopportare ancora una così grande presa in giro, venutasi a creare in un gioiello architettonico, patrimonio di tutti, nel quale si respira la storia dell’unità del nostro Paese. I tempi che vedevano l’Italia presa in giro in tutto il mondo a causa della classe dirigente che si abbandonava a questi spettacoli, sembrano terminati e una ventata di aria fresca, seria e competente è soffiata laddove regnavano i giochi di potere.
Credo fermamente che un politico debba avere a cuore il benessere dei cittadini e del territorio in cui vive, non scadendo nella demagogia. Un uomo politico è un uomo responsabile, capace di caricare su di sé le istanze di chi l’ha voluto nei luoghi rappresentativi e, lo show leghisti che abbiamo visto alla inaugurazione delle sedi dei ministeri, ha evidenziato l’esatto opposto. Mi piacerebbe che i locali liberati vengano assegnati agli studenti dell’Istituto Isa e liceo artistico di Monza che lamentano da parecchio tempo mancanza di spazi per il regolare svolgimento delle attività scolastiche.
Monti: non servono altre manovre (Gerardo Pelosi, Il Sole 24 Ore)
Frontiere, nasce centro di coordinamento (Vincenzo R. Spagnolo, Avvenire)
Legge sul fine vita, il traguardo resta a un passo (Ilaria Nava, Avvenire)
Taxi, banche e assicurazioni. Sulle liberalizzazioni si cambia (Barbara Corrao, Il Messaggero)
Difesa, drastico taglio anche alle promozioni (Marco Ludovico, Il Sole 24 Ore)
Federalismo demaniale al palo (Il Sole 24 Ore)
No alle assunzioni in magistratura (Marco Rogari, Il Sole 24 Ore)
Assolti se il reato è tenue (Donatella Stasio, Il Sole 24 Ore)
Il gettito ai Comuni aumenterà di di cento milioni (Luca Cifoni, Il Messaggero)
La legge che nel 1992 ha vietato in Italia la produzione di amianto ha anche imposto alle Regioni, rimaste in molti casi inadempienti, il censimento dei siti bonificati. E così ad oggi, mentre disponiamo solo di dati parziali, si continuano a stimare circa 3000 ammalati l’anno per l’amianto, 40 milioni di tonnellate di materiali altamente tossici e quasi 83 mila km di condotte interrate contaminate. Il Governo, anche dopo la storica sentenza di Torino, deve adottare iniziative urgenti per sensibilizzare le Regioni inadempienti e fare quindi pervenire agli organi preposti i censimenti sui siti inquinati, per ottenere una mappatura chiara e omogenea dell’intero territorio nazionale e avviare così un piano realistico per la bonifica e il risanamento.
Mauro
Esercito con meno uomini, riviste le spese (Angelo Picariello, Avvenire)
C’è l’accordo Pd-Terzo Polo: meno parlamentari dal 2013 (Marco Iasevoli, Avvenire)
Rai, garimberti va da Monti. Sul tavolo governance e bilanci (paolo Conti, Corriere della Sera)
Ok alla legge Severino sulle carceri (Donatella Stasio, Il Sole 24 Ore)
Limiti più alti per l’obbligo di farsi assistere dall’avvocato (Maurizio Caprino, Il Sole 24 Ore)
Obiettivo governabilità (Rocco Buttiglione, Liberal)
Iva, possibile che non aumenti, sul lavoro avanti anche da soli (Fabrizio Rizzi, Il Messaggero)
Per un nuovo umanesimo economico (Paola Binetti, Liberal)
Strage Eternit, le nuove accuse (Corriere della Sera)
Dalla Semplificazione spinta alle bonifiche (Cristina Casadei, Il Sole 24 Ore)
Finanziamenti, mossa di Casini: “Così bilanci trasparenti” (Alessandro Trocino, Corriere della Sera)
manicomi criminali, dalla pena alla cura (Francesco cro, La Repubblica)
“Torniamo alle libere associazioni” (Int. a Gianpiero D’Alia, Marco Palombi, Liberal)
Il difficile dialogo tra l’elite e il Paese (Giuseppe De Rita, Corriere della Sera)
Sentenza davvero storica a difesa di vita, lavoro e ambiente (Antonio Giorgi, Avvenire)
Amianto, la sfida della bonifica. 57 aree da risanare in Italia (Stefano Sofi, Il Messaggero)
Apprendistato più flessibile (Giovanni Negri, Il Sole 24 Ore)
Atene, Europa (Marco Girardo, Avvenire)
“Il web salverà l’economia ma ora servono investimenti” (Int. a Riccardo Donadon, La Repubblica)
Stipendi e turn over, i tagli del Quirinale (Alessandro Trocino, Corriere della Sera)
Tour de force finale per il milleproroghe (Il Sole 24 Ore)
Nuovo Cnel ai nastri di partenza (Antonio Zucaro, Italia Oggi)
Scontro sulle professioni, spunta l’asta sulle frequenze tv (Barbara Corrao, Il Messaggero)
Dieci anni per tagliare 37 enti (Cherchi-Turno, Il Sole 24 Ore)
Monti e le liberalizzazioni: no a emendamenti a pioggia (La Stampa)
Apprezziamo le parole di Galan sulle quote latte, anche se da lui ci saremmo aspettati qualcosa di più quando era Ministro dell’Agricoltura. Siamo convinti che il Presidente Monti avrà la determinazione necessaria a preservare il lavoro dei cittadini che hanno rispettato le regole, evitando che i costi di certi comportamenti da furbi finiscano per ricadare sugli onesti, offuscando la nuova immagine dell’Italia fornita da questo Governo. Al giorno d’oggi non e’ davvero più il caso di portare avanti un dibattito come quello sulle quote latte, che fa fare all’intero Paese molti passi indietro.
Mauro
Si facciano pure tutte le verifiche, l’importante e’ che alla fine chi deve pagare paghi realmente. Per troppo tempo i furbetti hanno scaricato sugli altri i costi delle loro evasioni
. Se vogliamo uno stato equo non possiamo permettere che questa costosa farsa duri ancora a lungo, specialmente in una fase in cui il Presidente Monti sta guidando l’Italia in una vera e propria cura non solo della sostanza, ma anche di una immagine che diventa sempre piu’ rigorosa
Mauro
Ore 18.00 – Sede UDC Lodi , Via Garibaldi, 69 – Lodi
Partecipa alla riunione del comitato allargato sulle problematiche degli enti locali.
Parlamentari “trasversali” in difesa della vita (Paolo Lambruschi, Avvenire)
Il governo, le banche e le liberalizzazioni. La versione di Catricalà (Michele Arnese, Il Foglio)
Ministeri, l’austherity di Monti: vietati i regali oltre i 150 euro (Alberto Gentili, Il Messaggero)
Responsabilità civile. Monti apre alle toghe (Il Messaggero)
Difesa, ecco il piano dei tagli. 40 mila militari in meno (La Repubblica)
Legge elettorale, Bossi al Pdl: le alleanze sono a rischio (Mario Stanganelli, Il Messaggero)
Per tagliare la burocrazia, diamo più poteri ai professionisti (Luca Antonini, Panorama)
Pdl-Terzo Polo: no a coalizioni forzate (Emilia Patta, Il Sole 24 Ore)
Il governo: “Rischi eccezionali”. E dà pieni poteri a Gabrielli (Francesca Schianchi, La Stampa)
“Riceviamo e pubblichiamo” di Lorenzo Mazzei
Da diversi giorni ormai l’Italia è investita da una morsa di gelo e neve che, inevitabilmente, ha portato ad un forte aumento della domanda di gas che in più di un’occasione non è stata accontentata. Sono infatti sorti diversi problemi con la Russia e l’Algeria, come spiega un articolo del “Corriere della sera” che hanno evidenziato come il nostro Paese sia fortemente legato all’importazione, attraverso i metanodotti, da altri paesi.
Nonostante il gas non sia mai mancato, anche se la crisi tra Russia ed Ucraina del 2006 ha fatto suonare più di un campanello d’allarme, l’Italia non può continuare ad essere dipendente dalle proprie importazioni ma, al contrario, dovrebbe iniziare ad intraprendere un percorso di indipendenza economica.
Una delle strade percorribili è la creazioni di rigassificatori; in Italia allo stato attuale abbiamo solamente 2 impianti attivi, quello storico di Panigaglia che produce solamente 3,6 miliardi di metri cubi l’anno e quello di Rovigo, offshore, che produce circa 8 miliardi di metri cubi l’anno. Insieme fanno poco più di 11 miliardi di metri cubi su una richiesta che supera gli 80 mc l’anno. Non è un caso che Mauro Libé, anche ieri attraverso twitter sia tornato sull’argomento scrivendo: “l’Italia ha bisogno di gas. Da tempo chiediamo interventi seri. Realizzare rigassificatori per esser indipendenti e dare sviluppo”.
Ma come funziona un rigassificatore? Come spiega il sito specialistico gasnaturalitalia.com <<La rigassificazione del GNL è un procedimento di natura fisica e non chimica. Si tratta quindi di un processo semplice, pulito e sicuro. La trasformazione dalla fase liquida del metano in quella gassosa avviene attraverso uno scambio termico con l’acqua di mare, in assenza dunque di combustione. Il GNL viene scaricato dalle navi metaniere e temporaneamente immesso in due serbatoi criogenici a “contenimento totale” indipendenti tra loro, dotati di un doppio corpo in acciaio speciale e cemento armato precompresso. Successivamente il GNL viene inviato ai vaporizzatori, del tipo “a ruscellamento d’acqua” (“open rack”), che utilizzano l’acqua di mare come vettore termico per riscaldare il GNL fino a portarlo allo stato aeriforme (cioè lo stato naturale in cui viene normalmente utilizzato)>>.
Il rigassificatore ed il processo per produrre gas, quindi sono una possibile fonte pulita di approvvigionamento che permetterebbe all’Italia di iniziare un cammino di indipendenza ed al tempo stesso porterebbe anche ad una diminuzione della bolletta del gas in quanto non ci sarebbero più i costi di importazione.
La speranza quindi è che presto possano partire i 10 progetti di rigassificatori che porterebbero anche circa 80 nuovi posti di lavoro per ogni rigassificatore, per un totale di 800 nuovi impieghi.
“Loro sono senza bussola. Preferenze irrinunciabili” (Int. a Mauro Libè, Marco Iasevoli, Avvenire)
Il grande assalto alle liberalizzazioni. Verso la fiducia (Lorenzo Salvia, Corriere della Sera)
Napolitano e quel no di Tremonti (M. Antonietta Calabrò, Corriere della Sera)
Decreto carceri, duello alla Camera. Ci sarà la fiducia (Dino Martirano, Corriere della Sera)
Semplificazioni: attesi risparmi per 500 milioni (Eugenio Bruno, Il Sole 24 Ore)
Tempi lunghi per le riforme, in cerca del post-bipolarismo (Stefano Folli, Il Sole 24 Ore)
“Ma riformare anche la giustizia” (Barbara Fiammeri, Il Sole 24 Ore)
Lo spread cala ai minimi da ottobre (Luca Davi, Il Sole 24 Ore)
La tracciabilità sfida l’evasione e il riciclaggio (Ranieri razzante, Il Sole 24 Ore)
Piano per risparmiare gas. Riduzioni a 400 aziende (Roberto Bagnoli, Corriere della Sera)
Allerta gas: scatta il piano di emergenza (Pietro saccò, Avvenire)
La manutenzione del posto fisso (Rocco Buttiglione, Liberal)
Legge elettorale, dialogo a ostacoli (Paola Di caro, Corriere della Sera)
Copyright e pensioni, per il milleproroghe partita ancora aperta (Il Sole 24 Ore)
Casini: Governo d’armistizio per altri cinque anni (Ugo magri, La Stampa)
Le riforme, una buona occasione per i partiti (Piero Alberto Capotosti, Il Messaggero)
La neve, un caso d’autocoscienza nazionale (Gianni Riotta, La Stampa)
“Sovraffollamento vergognoso” (Giulio Isola, Avvenire)
“Ora incognite sulla chiusura degli Opg” (Nello Scavo, Avvenire)
Codice antimafia, riapre il cantiere (Nino Amadore, Il Sole 24 Ore)
Anche se sicuramente tutti capiscono e sono in grado di valutare la portata di dichiarazioni che sembrano tratte da uno spettacolo comico di basso profilo, non si puo’ far finta di nulla. Chiediamo dunque agli esponenti della Lega più seri e con senso dello Stato di condannare con fermezza questi vaneggiamenti, anche per non diffondere il pessimo esempio di un parlamentare che, forte dell’immunita’, esorta i cittadini a violare la legge
Mauro
“Riceviamo e pubblichiamo” di Lorenzo Mazzei
Per quanto tempo abbiamo sentito in televisione, e letto sui giornali il motto violento lanciato dai leghisti “Roma ladrona, il nord non perdona”? Ebbene forse è giunto il momento di rovesciare i soggetti; infatti con l’arrivo di Mario Monti al governo molte cose stanno cambiando e, tra tutte le proposte che l’attuale governo sta portando avanti c’è anche quella della modifica e la cancellazione dei vitalizi per quanto riguarda i parlamentari.
Il terzo polo, con in testa l’UDC e FLI dal ritiro di Berlusconi ha auspicato a gran voce il taglio dei vitaliziper gli ex-parlamentari e finalmente con l’avvento del 2012 si iniziano a vedere le prime novità. Mario Monti ha infatti proposto il passaggio al contributivo ed ha aggiunto dei requisiti minimi di età per ricevere il sostanzioso assegno. Questo però non è piaciuto ad alcuni Deputati e Senatori, sia ex che attualmente in carica, tanto che ben 26 “onorevoli” hanno deciso di fare ricorso al Consiglio di Giurisdizione della Camera dei deputati.
Ma ecco chi sono questi 26 “onorevoli” (tra parentesi la legislatura):
Rifondazione Comunista: 1 – Martino Dorigo (XI – XII).
Forza Italia: 2 – Paola Martinelli (XII), Emanuela Cabrini (XII)
Alleanza Nazionale: 2 – Domenico Basile (XII), Daniele Franz (XIII – XIV).
Ulivo: 3 - Michele Cappella (XIII), Antonio Borrometi (XIII), Ugo Malagnino (XIII).
Popolo Della Libertà: 3 – Roberto Russo (XIV), Giorgio Jannone attualmente in carica (XII – XIV – XV – XVI), Adriano Paroli attualmente in carica (XIII – XIV – XV – XVI).
Lega Nord: 15 - Elisabetta Castellazzi (XI-XII), Franca Valenti (XII); Roberta Pizzicara (XII), Diana Battaggia (XII), Enrico Cavaliere (XII – XIII), Oreste Rossi (XI – XII – XIII), Alberto Bosisio (XII), Francesco Stroili (XII), Edouard Ballaman (XII – XIII – XIV), Daniele Molgora attualmente in carica ha ricoperto fino al 20 maggio 2010 la carica di Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze (XII – XIII – XIV – XVI), Flavio Bonafini (XII),Fabio Padovan (XI), Salvatore Bellomi (XII), Giulio Arrighini (XI – XII),Roberto Asquini (XI – XII).
Come si nota dei 26 firmatari ben 15 sono della Lega Nord ovvero quasi il 60% del totale. Al tempo stesso si nota con piacere che non è presente alcun deputato dell’UDC nè tantomeno di FLI.
A questo punto quindi sarebbe il caso di rovesciare i soggetti dell’antico motto leghista per trasformarlo in:
LEGA LADRONA, L’ITALIA NON PERDONA!
Fornero e la riforma: valorizzare l’apprendistato (Avvenire)
“Bavaglio al web”, dalla Camera arriva lo stop all’emendamento (Avvenire)
Scontro sulla Rai. Garimberti chiama Monti (Il Messaggero)
Partita pensioni, decide il Senato (Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore)
Una squadra under 40 al ministero dell’istruzione (Flavia Amabile, La Stampa)
I mini comuni sono un non senso (Marco Bertoncini, Italia Oggi)
Adesso torniamo al proporzionale (Vittorio Feltri, Il Giornale)
La primavera di Beirut (Paola Binetti, Liberal)
Il giudice che sbaglia deve risponderne? (Antonio Polito, Corriere della Sera)
Liberalizzazioni, stop al Governo (Giovanni Negri, Il Sole 24 Ore)
Antonio Saitta e’ vicepresidente dell’Upi, l’Unione delle province italiane, da lungo tempo. Sa b
ene, dunque, che il dibattito sul riordino di questi Enti non e’ nato certo oggi. Tuttavia, solo oggi, dopo l’intervento del Governo, si accorge della necessita’ di riorganizzare e ridurre le province. Non so se Saitta possa dare lezioni a qualcuno. Di certo ha dimostrato scarsissima lungimiranza.
Mauro