“ Questa campagna elettorale non è facile per il clima particolare che si è creato. Se si rincorre l’antipolitica, nel terrore del Grillo di turno, senza invece lavorare per risolvere i problemi veri, non avremo più soluzioni e non ci sarà più politica”. Con queste parole l’onorevole Mauro Libé ha aperto l’incontro con Gian Luca Galletti, capogruppo Udc alla Camera.
“Oggi si deve dare quel segno forte di corresponsabilità, si deve dimostrare che, se si chiedono sacrifici alla gente, anche la politica per prima deve dare segnali. C’è debolezza sulle proposte perché troppi rappresentanti sono abituati ad andare in mezzo alle persone e a dare ragione a tutti pur di prendere il voto. La politica non ha avuto il coraggio di dire no quando doveva e di guidare sulle proposte: oggi ci troviamo a dover pronunciare quel no di colpo e la gente fatica a capire. Noi, a differenza degli altri, continuiamo ad affermare quello che tutti pensano: che la politica, che non è guidata da autolesionisti, vorrebbe abbassare le tasse e l’obiettivo è quello, che la politica vuole essere più equa. Il paese ha bisogno di grande responsabilità: su questo impegno andremo avanti. Sembra chiaro ormai, e ce lo auguriamo, che si vada al ballottaggio tra Ubaldi e Bernazzoli - sottolinea Libé – I parmigiani dovranno scegliere: Ubaldi ha già dimostrato di saper amministrare la città, facendola crescere, e di saper mantenere il controllo sulle società partecipate”.
“In questo momento aver deciso di correre in un’elezione comunale con il simbolo dell’Udc è stata una scelta coraggiosa. In questo clima di antipolitica voler rimarcare il ruolo dei partiti anche nelle città è un dato importantissimo - spiega Gian Luca Galletti, capogruppo Udc alla Camera – Ci vuole coraggio a farlo ma noi, a differenza di altri, possiamo scendere in campo a testa alta per il comportamento che il nostro partito ha tenuto a livello nazionale e locale negli ultimi anni. Siamo fra i pochi che si possono presentare tranquillamente davanti al proprio elettorato con il proprio simbolo e la propria storia”.
“Dal 2006 abbiamo avuto una posizione davvero scomoda: abbiamo contestato Prodi sostenendo che, con quella coalizione tutta spostata a sinistra, avrebbe rischiato di non governare o di fare cose che non servivano al paese. Nel 2008 abbiamo preso una decisione difficile: abbiamo abbandonato una nave vincente per andare in mezzo al mare da soli per una questione di valori e di morale, perché l’opportunismo politico ci avrebbe fatto rimanere su quella barca. Abbiamo fatto quella scelta, consapevoli che anche la coalizione che si era formata intorno a Berlusconi non avrebbe fatto il lavoro di cui l’Italia aveva bisogno in quel momento - continua Galletti – Nel 2009 abbiamo detto che era un errore abolire l’ICI: ci voleva coraggio ad assumere quella posizione che la gente faticava a comprendere.
Ripensandoci oggi se quella posizione di responsabilità fosse stata seguita da chi governava, avrebbe permesso al paese di non dover fare quel provvedimento, di rigore e duro per gli Italiani, che si chiama Salva Italia e che è stata la prima azione di Monti, provvedimento che noi abbiamo votato convinti che fosse l’unico modo per salvare il paese da una deriva greca ormai alle porte. Questa si chiama responsabilità. E noi la responsabilità e la moderazione non le perdiamo neanche oggi. Promettere di togliere l’IMU è demagogia fiscale per le elezioni ma è una promessa che nessuno potrà mantenere.
Qual è la nostra scommessa? È la scommessa di Monti. È la ragione per cui abbiamo insistito che in questo paese ci fosse un governo di riconciliazione nazionale fatto di tecnici con un appoggio politico vasto che attuasse quelle riforme strutturali per il paese che per troppo tempo non sono state fatte, non per colpa nostra - conclude Galletti - Ci impegniamo a compiere quelle riforme che in un medio periodo porteranno alla riduzione delle tasse e daranno vita a un’Italia migliore e più competitiva” .