Rischio idrogeologico in Veneto: oltre al danno la beffa
E’ notizia recente che, almeno da quanto risulta dalle agenzie, in Veneto nessuna compagnia assicuratrice intenda assumersi più il rischio di emettere polizze assicurative contro i dissesti idrogeologici, giustificandosi con il fatto che non sia stato fatto abbastanza per mettere in sicurezza il territorio veneto da una nuova alluvione.
Il rischio frane e alluvioni è un problema che purtroppo riguarda tutto il territorio nazionale, anche se nello specifico quanto sta succedendo in Veneto ha davvero dell’incredibile. I numeri che testimoniano il fenomeno, a livello nazionale, d’altro canto gridano vendetta: i comuni a rischio idrogeologico sono quasi 6 mila (il 70% del totale dei comuni italiani, di cui 1.700 a rischio frana, 1.285 a rischio di alluvione e 2.596 a rischio sia di frana che di alluvione).
La situazione è davvero disastrosa, a maggior ragione se pensiamo che lo Stato spende quasi 4 miliardi di euro all’anno per mettere riparo ai danni provocati da crolli, frane e alluvioni.
La posizione delle compagnie di assicurazione in Veneto costituisce, dunque, l’emblema della mancanza di attenzione di Governo e Regione.
L’Unione di Centro aveva proposto, non più tardi di un anno fa, che venisse intrapreso un “Piano Straordinario ventennale per la Tutela e la Messa in Sicurezza del Territorio Nazionale“, che potesse permettere di agire in modo preventivo per eliminare alla radice i rischi di dissesto idrogeologico. Il Piano si fonda, nelle sue molteplici declinazioni, sulla messa in sicurezza degli edifici pubblici che sorgono in aree a forte rischio idrogeologico, sulla riduzione dei rischi di dissesto causati dall’abusivismo edilizio, sul rafforzamento dei controlli in materia di edilizia pubblica e privata e sullo sviluppo di un sistema di contrasto all’abusivismo e all’edilizia indistinta. Ben altra cosa rispetto alla scarsa considerazione dell’Esecutivo sul fenomeno e soprattutto rispetto agli interventi di poca consistenza operati dal Ministero dell’Ambiente. La risposta che abbiamo avuto al nostro appello, purtroppo, allora come oggi, è data dai tagli subiti anche con la Legge di Stabilità dal Ministero dell’Ambiente.
Francesco Lucà

