Borsa della benzina: serve davvero?
Riceviamo e pubblichiamo” di Mario Pezzati
Nel decreto sviluppo pare che sia prevista la creazione di una “Borsa” all’ingrosso dei carburanti, che dovrebbe gestire un mercato all’ingrosso dei carburanti secondo principi di neutralità, trasparenza e concorrenza con listini almeno settimanali.
Francamente, credo che sarà l’ennesimo ente inutile creato per gettare fumo negli occhi degli italiani per dare l’impressione che il governo voglia combattere il caro benzina. Perché affermo che sarà un ente inutile? Perché il prezzo del petrolio incide per meno di 1/3 (ovvero solo per il 30%) sul prezzo della benzina, il resto è dovuto alle accise (imposte varie) che impone il governo italiano e all’iva (al 20%) e al prezzo dei prodotti petroliferi finiti (raffinati).
Questa incidenza è andata aumentando negli ultimi mesi, infatti prima le accise e l’IVA incidevano per il 65%, ma recentemente vi sono stati aumenti decisi dal governo: a luglio, infatti, il prezzo della benzina è stato caricato di 6 centesimi aggiuntivi di accise, che diventano 7 centesi appena consideriamo l’IVA. Abbiamo parlato dei prodotti petroliferi finiti e mi sembra doveroso sfatare un mito erroneo che diffondono i giornali: il prezzo della benzina dipende non tanto dal prezzo del petrolio, ma dal prezzo del cosidetto Platts.
Cosa è il Platts? Platts è un’agenzia specializzata e indipendente con sede a Londra, controllata dal gruppo Mc Graw Hill, che dal 1909 definisce il valore a cui le raffinerie possono vendere una tonnellata di benzina o di gasolio in un dato giorno. Agli indici Platts fanno riferimento il 90% delle prime 250 compagnie energetiche del mondo e il 100% dei primi 50 operatori elettrici e del gas, che controllano gli oltre 8.500 prezzi spot, indici, prezzi dei contratti, pubblicati ogni giorno dall’agenzia. Al di là delle quotazioni internazionali del greggio (e più precisamente del Brent per quanto riguarda l’Europa), che rispecchiano più l’andamento del mercato finanziario e che quindi indicano soprattutto una tendenza di prezzo influenzata da timori, preoccupazioni e speculazioni, il vero riferimento è quindi proprio il Platts, che fotografa il valore effettivo dei prodotti raffinati, basato sugli scambi fisici in un determinato giorno e in una determinata aerea. Il Platts del Mediterraneo indica cioè il costo di una tonnellata di benzina prodotta in una raffineria locale, pagato dalle compagnie in base al semplice meccanismo della domanda e dell’offerta.
Da quel che abbiamo detto, appare chiaro che è velleitario ritenere che la creazione di una “Borsa” dei carburanti possa cambiare questa situazione, per questo reputo questa iniziativa l’ennesimo spot del governo che non porterà nulla di realmente concreto.

